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Madonna con il Bambino (Madonna dei Fiori), Fine XV - Inizio XVI secolo

Olio su tavola
cm. 45x36. Con cornice antica
Questa raffinata tavola devozionale, opera della cerchia di Leonardo a Milano, presenta la Vergine a mezzo busto che con la mano destra porge al Bambino fiori di giacinto e trifoglio. Sostenuto dalla mano sinistra della madre, il piccolo Gesù si china a raccogliere i fiori, simboli della salvezza dell’uomo attraverso il suo futuro sacrificio: un gesto che manifesta la consapevolezza del proprio destino, come conferma il suo volgere il viso verso il riguardante, con un espediente che proietta quest'ultimo all'interno della scena e ne rafforza il coinvolgimento emotivo.
Il dipinto sviluppa il tema della Madonna dei fiori, già elaborato da Leonardo nella giovanile Madonna del Garofano. Tuttavia vari dettagli riconducono l’opera in oggetto alla stagione milanese di Leonardo e chiamano direttamente in causa il suo formidabile atelierLa tavola si inserisce difatti in un gruppo di repliche dello stesso soggetto ascrivibile ai più prossimi seguaci del Vinci, la cui versione di più alta qualità può forse essere considerata la Madonna col Bambino della collezione Datrino, attribuita a Marco d’Oggiono. Altre tre redazioni della Madonna dei fiori sono per lo più riferite dagli specialisti a Bernardino de’ Conti. Nel nostro dipinto il Gesù Bambino sembra porsi in rapporto diretto con la testa di putto del foglio della Pinacoteca Ambrosiana inv. Inf. 100, raffigurante il piccolo Francesco Sforza, generalmente attribuito ad Ambrogio de’ Predis.
La Madonna dei fiori che qui si presenta sembra rispondere della tipica ambiguità di genere riscontrabile nel San Giovanni del Cenacolo vinciano o della seconda versione della Vergine delle rocce, opera che vide il largo coinvolgimento di Ambrogio de’ Predis. A questo maestro sono associate del resto opere come il San Sebastiano del Museo di Cleveland e la Fanciulla col piatto di ciliegie del Metropolitan Museum di New York, che presentano chiari elementi di assonanza fisionomica con la nostra Madonna dei fioriL’insieme di questi indizi porterebbe a riferire la nostra tavola ad Ambrogio de’ Predis o ad un artista gravitante nella sua cerchia, all'interno della quale operavano pittori come Francesco Galli e Bernardino de Conti.

Provenienza:
Collezione privata, Italia.
Bibliografia:
D. A. SBARAGLIA, in La vergine delle rocce e la bottega di Leonardo, cat. della mostra, a cura di V. Sgarbi e N. Barbatelli, Agrigento 2023, pp. 70-72 e 166-176.
15/02/2026 04:43:41
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