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Cornelis Janszoon MEIJER. Nuovi ritrovamenti dati in luce dall’ingegniero Cornelio Meyer per eccitare l’ingegno de’ virtuosi ad augmentarli, o aggiungervi maggior perfettione, Roma 1689

Nuovi ritrovamenti dati in luce dall’ingegniero Cornelio Meyer per eccitare l’ingegno de’ virtuosi ad augmentarli, o aggiungervi maggior perfettione. Nelli quali si favella 1. De gli occhiali atti ad ogni vista, 2. Delle mole, che macinano mediante la corrente dell'acque, 3. De gli argini, delle loro rotture, e come si ristaurano, 4. Di profondare l'alvei de i fiumi a commodo della navigatione, 5. Delle carrette, e calessi, e come si possano far tirare con poco aggravio de gli animali, 6. Del fabricar commodo, e camera con ottanta commodità, 7. Del corso delle comete, e della loro predittione, 8. Dell'introduttione dell'arte della seta, e dell'utile, che ne proviene, 9. Dell'unire le diramationi dell'acque, di farle inalzare, e di condurle a Roma, 10. Delle medicine per sanare le malatie, e per far morire li vermicciuoli generati dall'ova de gli animali. Roma, nella Stamperia di Gio: Giacomo Komarek Boëmo all’Angelo Custode, 1689. Rilegato con: Idem Nuovi ritrovamenti divisi in due parti con tre tavole in lingua latina, francese & olandese. Parte prima. Delli ordegni per cavar pali. Armature della calamita. Del modo di levare i sassi sott'acqua e trovar la lega dell'oro e dell'argento. Modo di condurre l'acque sorgenti nella città di Livorno. Modo di voltar un fiume. Passonate rotte nel porto & il modo di rimediare. Mistolini o cavafanghi e fortezze per il porto di Livorno. Modo di far venirle il terreno sopra le fortezze. Modo di adoprar gl'occhiali. Un vecchio può imparare da un ragazzo. Modo di rompere un bichiero con la voce. Della simpatia dell'instromenti. D'un'osservazione fatta sopra un eclisse del primo satellite di Giove. Finalmente delle varie passonate fatte alla memoria di papa Urbano Ottavo. Date al pubblico dall'ingegniero Cornelio Meyer dell’Accademia Fisicomatematica Romana. Roma, nella Stamperia di Gio: Giacomo Komarek Boëmo all Fontana di Trevi, 1696.

2 parti in 1 volume, folio (402x270); I: [20] carte, compresi gli indici in latino, francese e olandese; 20 illustrazioni incise nel testo (16 a mezza pagina e 3 a pagina doppia); xilografia decorativa al frontespizio, II: [20] carte, 20 illustrazioni incise nel testo (16 a mezza pagina, 2 a doppia pagina e due a piena pagina); vignetta incisa amezza pagina al frontespizio, rappresentante un drago. Pelle d’epoca. Ottima copia ad ampi margini. Le quattro carte di indici, annunciate nel titolo della seconda parte (la vera prima parte) si trovano alla fine della prima parte (la vera seconda parte)

Entrambi in prima edizione. La seconda parte, Nuovi ritrovamenti dati in luce, venne pubblicata nel 1689, mentre Nuovi ritrovamenti divisi in due parti, che rappresenta la prima parte dell’opera secondo il progetto editoriale dell’autore, venne dato alle stampe solo sette anni più tardi. Bell’esemplare della variante definitiva dell’opera, riccamente e magnificamente illustrata oltre ad essere la più rara e ricercata. Tra le molte tavole, al verso di quella rappresentante le velli di Comacchio, si trovano due incisioni rappresentanti il cosiddetto Drago del Tevere. Questa curiosa collezione è completata da un dettagliato indice trilingue, nel quale l’ultimo argomento della seconda parte (in questa copia rilegata per prima) indica erroneamente “Fig [ura]. 16”, mentre si tratta in realtà di un capitolo di due pagine privo di illustrazioni..

L’apparato iconografico dei due lavori è tra i migliori esempi di illustrazione scientifica dell’età barocca ed è largamente basato su disegni dell’autore, incisi da lui stesso, e di Gomar Wouters (ca. 1649 - d. 1696), uno dei più popolari calcografi attivi in Italia all’epoca. Cornelis Meijer, inventore, ingegnere e cartografo, nacque ad Amsterdam; trasferitosi a Roma nel 1675, per venticinque anni eseguì i più disparati progetti, specialmente di idraulica. Clemente X (1590-1676) gli affidò il compito di regolare le inondazioni del Tevere e di studiarne la navigabilità tra Fiumicino e Perugia. Nei Nuovi ritrovamenti, la creatività dell’autore si estende a campi diversi, comprendendo soluzioni e progetti originali e a volte eccentrici. In aggiunta alle qualità artistiche e alla funzione didattica-divulgativa, gli scritti di Meijer's rappresentano scritti rappresentano uno spaccato esemplare della sperimentazione scientifica (urbana e architettonica, ma anche ingegneristica e commerciale) della Roma barocca.
Bibliografia:
ROBIN MIDDLETON The One-room apartment In: AA Files, July 1983, No. 4, pp. 60-64; OLSCHKI, Choix de livres XI, 17589; G. J. HOOGEWERFF, Cornelis Jansz. Meijer: Amsterdamsch ingenieur in Italië (1629 - 1701), in Oud-Holland, 38 (1920), pp. 83-103; K. VAN BERKEL, ‘Cornelius Meijer inventor et fecit’: On the Representation of Science in Late Seventeenth-Century Rome, in P. SMITH, P. FINDLEN (eds.), Merchants and Marvels: Commerce, Science, and Art in Early Modern Europe, pp. 277-296; M. BEVILACQUA, Cornelis Meyer dall’Olanda all’Italia, in M. GUARDO (ed.), Sul biondo Tevere. Il restauro del codice 34 K 16 della Biblioteca dell’Accademia nazionale dei Lincei e Corsiniana, pp. 83-93; J. CONNORS, The one-room apartment of Cornelis Meijer, in N. AVCIOĞLU, A. SHERMAN (edd.), Artistic Practices and Cultural Transfer in Early Modern Italy. Essays in Honour of Deborah Howard, pp. 40-64.
18/02/2026 02:08:32
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