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Spilla Romboide in oro di Arnaldo Pomodoro

in oro giallo 18k. Importante opera di oreficeria scultorea di Arnaldo Pomodoro (1926-2025).
Si tratta della spilla "Romboide" (o Rhomboide), un pezzo che riflette fedelmente il linguaggio visivo delle sue celebri sculture monumentali, come le sfere e i dischi presenti in molte piazze del mondo.
Realizzata con la tecnica della fusione su osso di seppia, la spilla presenta il tipico contrasto di Pomodoro tra superfici levigate e aree interne densamente lavorate con incisioni geometriche, "segni" e trame complesse che ricordano ingranaggi o antiche scritture.
Firmato "A. POMODORO".
Prodotta da Stefano Johnson, una delle più prestigiose e antiche officine artistiche e fonderie di medaglie a Milano.

Punzonata “750 - 121 MI”. Dimensioni fronte: 4.5 x 4.3 cm. Peso: 27.9 gr.
Bibliografia:
Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926 – Milano, 2025)

Scultore tra i maggiori protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, Arnaldo Pomodoro si forma inizialmente come geometra, avvicinandosi negli anni Cinquanta alla scultura e alla sperimentazione materica. Dopo il trasferimento a Milano, entra in contatto con i principali ambienti artistici e sviluppa un linguaggio autonomo, caratterizzato dall’uso del bronzo e da una ricerca formale che combina superfici levigate e strutture interne complesse, spesso rivelate attraverso fratture e aperture.

Celebre per le sue iconiche Sfere – tra cui Sfera con sfera (1960–1990) – Pomodoro indaga il rapporto tra forma geometrica perfetta e tensione interna, creando opere di forte impatto monumentale collocate in spazi pubblici e museali a livello internazionale.

Parallelamente alla produzione scultorea, l’artista sviluppa fin dagli anni Cinquanta un’intensa attività nel campo della gioielleria d’autore, realizzando pezzi unici o in tiratura estremamente limitata. In particolare, nel corso degli anni Sessanta elabora una serie di spille e monili astratti in oro caratterizzati da una costruzione strutturale complessa, definibili come vere e proprie “micro-architetture”. Tali opere, spesso indicate in sede critica come spille astratte strutturali, presentano superfici incise, griglie modulari e articolazioni a piani sovrapposti che traducono in scala ridotta le stesse tensioni formali e spaziali delle sue sculture maggiori.

L’attribuzione di questi gioielli alla fase compresa tra il 1963 e il 1967 si fonda su precisi elementi stilistici: la piena maturazione della scrittura segnica, l’organizzazione architettonica dello spazio mediante moduli seriali, nonché la dialettica tra superfici compatte e zone “scavate”, che anticipa direttamente il linguaggio delle opere monumentali successive. In questo periodo il gioiello diviene per Pomodoro un vero laboratorio sperimentale, in cui si definiscono le matrici formali che troveranno sviluppo nelle celebri sculture pubbliche.

La sua produzione, che comprende anche rilievi, scenografie e opere grafiche, si distingue per il rigoroso equilibrio tra astrazione e suggestioni simboliche, contribuendo in modo determinante al rinnovamento della scultura contemporanea.
23/04/2026 03:46:27
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