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Ritratto di gentiluomo in nero con berretto

Olio su tavola
cm. 53x40,5. Con cornice a listello
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del Prof. Mauro Lucco.
L'opera è corredata di Attestato di Libera Circolazione.

Questo notevole dipinto su tavola è ben rappresentativo di una ritrattistica di gusto manierista che non guarda alle correnti centro-italiane, ma va ricondotta alle tendenze in auge tra Emilia e Lombardia e primariamente tra Parma, Modena e Cremona. L'autore del ritratto mostra chiari influssi di Parmigianino, Mazzola Bedoli, Nicolò dell'Abate e Girolamo da Carpi, senza però che lo si possa persuasivamente identificare in nessuno di questi nomi illustri. Troviamo qui una combinazione di eleganza nervosa, concentrazione psicologica e più naturalistica concretezza fisica che sembrano spostare il baricentro dell'opera più sul versante lombardo e segnatamente cremonese. Mauro Lucco ha rilevato, in particolare, l'affinità col donatore della Madonna con Bambino e santi, eseguita verso il 1530 da Giulio Campi per la chiesa di San Mattia a Cremona e oggi nella Pinacoteca di Brera a Milano. Ma anche rivolgendosi direttamente alla produzione ritrattistica di Giulio si possono rilevare significativi punti di contatto col nostro dipinto: si pensi solo al Galeazzo Campi degli Uffizi. Il dipinto presenta un notevole interesse anche come documento di storia della moda e del costume, per la cura riservata al severo abbigliamento in nero, quasi militaresco, che sembra riportare il gentiluomo alla sua primaria immagine virile e bellicista, ingentilita però dal colletto e dal polsino della camicia bianca, appena sporgenti, e dal medaglione sulla berretta. 
Merita infine di essere segnalata un'ipotesi attributiva alternativa proposta di recente da Beatrice Tanzi, che, riconducendo in termini più stringenti il ritratto alla matrice emiliana, propone il nome dell'ancora poco noto pittore modenese Gian Gherardo Dalle Catene, di cui il nostro esemplare, peraltro, costituirebbe il primo ritratto noto. 
Provenienza:
Antichità Cignaroli, Verona (1980); collezione Giuseppe Alessandra, Treviso; collezione privata, Londra.
Esposizioni:
Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del '500, a cura di E. Merkel, Ca' dei Carraresi, Treviso, 28 settembre 2018 - 3 febbraio 2019.
Bibliografia:
M. LUCCO, in Arte dal Gotico al Novecento. Contributi e schede, 2003, pp. 88-89; A. DEL POZO MATÈ, in Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del '500, cat. della mostra, a cura di E. Merkel, Treviso 2018, n. 37, pp. 148-151.
31/05/2026 01:54:17
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