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Giuseppe spiega i sogni in carcere
Olio su tela
cm. 194x131. Con cornice
Il dipinto è accompagnato da uno studio del prof. Stefano Causa.
Il soggetto del dipinto è tratto dalla Genesi (39-40): accusato ingiustamente dalla moglie di Putifarre, Giuseppe viene imprigionato. Poco dopo il re d’Egitto fa incarcerare anche il suo coppiere e panettiere e Giuseppe viene messo al loro servizio. Una notte, i due servitori del re d’Egitto fanno entrambi un sogno di difficile interpretazione che la mattina seguente raccontano a Giuseppe: è così che quest'ultimo preannuncia al panettiere la morte per impiccagione dopo tre giorni e al coppiere la scarcerazione.
Il soggetto del dipinto è tratto dalla Genesi (39-40): accusato ingiustamente dalla moglie di Putifarre, Giuseppe viene imprigionato. Poco dopo il re d’Egitto fa incarcerare anche il suo coppiere e panettiere e Giuseppe viene messo al loro servizio. Una notte, i due servitori del re d’Egitto fanno entrambi un sogno di difficile interpretazione che la mattina seguente raccontano a Giuseppe: è così che quest'ultimo preannuncia al panettiere la morte per impiccagione dopo tre giorni e al coppiere la scarcerazione.
Come afferma con forza Stefano Causa nel suo studio sul dipinto, questo interno seicentesco a quattro figure è un inedito capolavoro del giovane Luca Giordano, da collocare negli anni ’50 del Seicento. Un'autentica primizia del maestro, ancora avvinto dalla pittura di Ribera e dei suoi seguaci. Secondo Causa: "Siamo dinanzi a uno dei più clamorosi autografi del maestro riemerso negli ultimi dieci anni […] Qui il discorso sulla gioventù del massimo pittore meridionale del ‘600 compie un inaspettato salto in avanti e sollecita a ripensare da capo alla formazione di Giordano, tra il 1650 e il ’64".
Il nostro dipinto testimonia così, al massimo livello qualitativo, il momento germinale del genio, "Dove tutte le strade sono ancora aperte. Giordano fa una sorta di inventario di quanto prodotto nei precedenti cinquant’anni, scegliendo consapevolmente quanto gli servisse: se il dettaglio del prigioniero che sbircia da dietro la grata si era già visto in un lavoro giovanile del Caracciolo [...] il resto del quadro è una geniale ricapitolazione del lavoro prodotto nell’officina di Ribera dai suoi migliori e più originali seguaci, dal Maestro dell’Annuncio ai Pastori ad Aniello Falcone".
Il nostro dipinto testimonia così, al massimo livello qualitativo, il momento germinale del genio, "Dove tutte le strade sono ancora aperte. Giordano fa una sorta di inventario di quanto prodotto nei precedenti cinquant’anni, scegliendo consapevolmente quanto gli servisse: se il dettaglio del prigioniero che sbircia da dietro la grata si era già visto in un lavoro giovanile del Caracciolo [...] il resto del quadro è una geniale ricapitolazione del lavoro prodotto nell’officina di Ribera dai suoi migliori e più originali seguaci, dal Maestro dell’Annuncio ai Pastori ad Aniello Falcone".
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DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO
Palazzo Caetani Lovatelli, gio 25 Giugno 2026
TORNATA UNICA 25/06/2026 Ore 15:00
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