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Mercurio volante. Dal modello di Giambologna (Douai, 1529- Firenze, 1608). XVIII-XIX secolo. Bronzo con patina trasparente dorata.
Complessivamente cm 76,5 x 39 x 24
Questo Mercurio è replica antica di una delle più famose sculture realizzate dal Giambologna a Firenze.
L'opera monumentale attualmente si trova al Museo Nazionale del Bargello, Firenze. Il bozzetto invece è custodito nel Museo Medievale di Bologna.
Si tratta di una delle sculture dell'artista fiammingo maggiormente replicate e l'attenzione viene distolta dalla quantità di copie presenti sul mercato.
La nostra denota, invece, una qualità superiore ed una straordinaria vicinanza stilistica con le migliori produzioni antiche della scuola del Giambologna.
Nota peculiare, ad esempio, è il trattamento delle unghie, tipicamente squadrate. Oppure l'espressione del viso e la resa delle ciocche che sfuggono alla stretta dell'elmetto.
Anche tutta la fisicità della scultura rimanda alla descrizione di un uomo in miniatura, con tutti i particolari anatomici definiti in modo naturalistico e calcato, dal sesso ai glutei al torace.
Nella miglior scuola giambolognesca.
Per questi motivi si suppone che il bronzo sia stato realizzato almeno nel XVIII secolo, nel pieno gusto Grand Tour, se non in precedenza.
Bibliografia:
Charles Avery-Antony Radcliffe, Giambologna Sculptor of the Medici, Catalogo della mostra, Westerham Press, England, 1978, pp. 83-88.
Charles Avery, Giambologna, Cantini,Firenze, 1987.
Beatrice Paolozzi Strozzi-Dimitrios Zikos, Giambologna gli Dei gli Eroi, Giunti ed., Prato, 2006, pp. 255-68.
L'opera monumentale attualmente si trova al Museo Nazionale del Bargello, Firenze. Il bozzetto invece è custodito nel Museo Medievale di Bologna.
Si tratta di una delle sculture dell'artista fiammingo maggiormente replicate e l'attenzione viene distolta dalla quantità di copie presenti sul mercato.
La nostra denota, invece, una qualità superiore ed una straordinaria vicinanza stilistica con le migliori produzioni antiche della scuola del Giambologna.
Nota peculiare, ad esempio, è il trattamento delle unghie, tipicamente squadrate. Oppure l'espressione del viso e la resa delle ciocche che sfuggono alla stretta dell'elmetto.
Anche tutta la fisicità della scultura rimanda alla descrizione di un uomo in miniatura, con tutti i particolari anatomici definiti in modo naturalistico e calcato, dal sesso ai glutei al torace.
Nella miglior scuola giambolognesca.
Per questi motivi si suppone che il bronzo sia stato realizzato almeno nel XVIII secolo, nel pieno gusto Grand Tour, se non in precedenza.
Bibliografia:
Charles Avery-Antony Radcliffe, Giambologna Sculptor of the Medici, Catalogo della mostra, Westerham Press, England, 1978, pp. 83-88.
Charles Avery, Giambologna, Cantini,Firenze, 1987.
Beatrice Paolozzi Strozzi-Dimitrios Zikos, Giambologna gli Dei gli Eroi, Giunti ed., Prato, 2006, pp. 255-68.
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GRANDTOUR. BRONZETTI, SCULTURE E DIPINTI DI EPOCA NEOCLASSICA
ven 26 Giugno 2026
TORNATA UNICA 26/06/2026 Ore 17:00
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