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Satiro reggicandela. Severo Calzetta da Ravenna (Ravenna 1465-1543) Scuola di. XVII secolo, bronzo patinato

cm 29 x 16 x 13
La figura del satiro ebbe molta diffusione nell' iconografia rinascimentale partendo dai satiri incatenati che Andrea Briosco detto il Riccio collocò nel suo candelabro pasquale nella Basilica del Santo a Padova. 

Da un punto di vista umanistico il satiro rappresenta una classicità selvatica, furba e sensuale che ben può figurare in un percorso in cui il Cristianesimo ingloba e soggioga i miti pagani.

Non di meno, partendo dall'esempio aulico del candelabro pasquale, furono creati, dallo stesso Andrea Briosco detto il Riccio, molti bronzetti da scrivania (calamai o candelabri) raffiguranti satiri inginocchiati o in piedi.

La storiografia artistica primi '900, il Bode e il Planiscig, attribuiva qualsiasi satiro alla mano del Riccio, ma con l'avanzare degli studi altre fonderie emersero nella produzione di questi deliziosi oggetti d'uso. In particolare all'opera di Desiderio da Firenze e Severo da Ravenna vennero ricondotti molti dei satiri in bronzo sopravvissuti. 

Premesso che le fonderie venete proseguirono per molto tempo a produrre oggetti di questo tipo, spingendosi nel XVII secolo e oltre, sembra corretto e prudente per questo tipo di bronzetti fare sempre riferimento alla scuola, a meno che non esistano documenti certi legati alla provenienza dell'oggetto.

Il satiro qui presentato appartiene a questo tipo di oggetti. Il modello viene comunemente attribuito alla scuola di Severo da Ravenna, alla cui opera vengono ormai ricondotti molti bronzi attribuiti al Riccio. Non sono ancora stati chiariti definitivamente i rapporti fra questi due grandi maestri del bronzo, ma la loro collaborazione è assodata.

Modelli analoghi al nostro satiro sono presenti in vari musei e collezioni private, nonché si possono trovare passaggi d'asta di bronzi appartenenti a questa tipologia.

In tutti i casi si fa sempre riferimento alla "cerchia" o alla "scuola" di Severo, a meno che l'attribuzione non sia confermata da studiosi di fama mondiale.

Il nostro satiro rientra in questa categoria e si presenta come oggetto antico con bella patina e si può prudentemente confermare quanto detto in precedenza.

Modelli simili:
Museo del Palazzo di Venezia, Roma. 
Musei Civici, Brescia.
Ca' d'Oro, Venezia. 
Vari passaggi in aste internazionali fra cui menzionarei l'esemplare proveniente dalla collezione Ives Saint Laurent e Pierre Berge', asta Christie's,  Parigi 2009. 

Bibliografia di riferimento:
Charles Avery, catalogo collezione Amedeo Lia, Arti Grafiche Amilcare Pizzi, Cinisello Balsamo, 1998.
Pietro Cannata, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, sculture in bronzo, Gangemi ed., Roma 2011.
31/05/2026 01:00:28
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