220
Icona pettorale raffigurante la Natività, XIX secolo
Fusione in bronzo
Altezza x larghezza: 7 x 5 cm Peso: 30.2 gr.
un tema che era già pienamente formato nella tradizione bizantina, ma che nel conteso dei Vecchi Credenti assume caratteristiche peculiari: in particolare il Cristo Bambino è avvolto in fasce che ricordano bende funerarie e spesso è deposto in una mangiatoia simile a un sarcofago, mentre la Vergine raffigurata distesa o reclinata, spesso con atteggiamento distante: non guarda il Bambino, sottolineando che la nascita è un evento cosmico e teologico, non domestico. L'icona, inoltre, appartiene al gruppo delle icone dei Vecchi Credenti russi, prodotte in serie a partire dal XVII secolo e caratterizzate da una rigorosa adesione ai canoni della tradizione bizantina. Tali manufatti, spesso realizzati in bronzo e talvolta arricchiti da smalti colorati, erano generalmente di piccole dimensioni e destinati alla devozione privata. La loro portabilità consentiva di trasportarle facilmente e, se necessario, di nasconderle, rispondendo così alle esigenze religiose di una comunità che, dopo lo scisma noto come Raskol, subì periodi di persecuzione da parte della Chiesa Ortodossa Russa ufficiale. La superficie appare consumata perché i Vecchi Credenti consideravano la tarnish (ossidazione o annerimento) un segno di corruzione, e per questo volevano che le icone in metallo rimanessero sempre lucide; quando un’icona cominciava a ossidarsi, bastava strofinarla rapidamente con un panno, talvolta leggermente cosparso di gesso, sabbia, cenere o polvere di mattone, riportandola subito al suo splendore originale.
€ 250,00 / 300,00
Stima
60,00 €
Base d'asta
€
La tua offerta
(Il Prezzo di riserva non è stato raggiunto)
(Il Prezzo di riserva è stato raggiunto)
Imposta la tua offerta massima
Asta Live 396
ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
Palazzo Caetani Lovatelli, mar 29 Settembre 2026
TORNATA UNICA 29/09/2026 Ore 15:00
Scopri lotti simili