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San Giorgio che uccide il drago (Svjatyj Georgij Pobedonosec), Inizi XX secolo

Tela su tavola
Altezza x larghezza: 53,5 x 43 cm
La composizione si sviluppa secondo un impianto narrativo completo e di straordinaria ricchezza teologica e simbolica, che va ben oltre la semplice raffigurazione del duello cavalleresco. Al centro della scena si staglia la figura monumentale di San Giorgio, ritratto come un giovane cavaliere cinto da un'aureola dorata e rivestito di una splendida armatura militare piumata, con un ampio manto rosso cinabro che si gonfia dinamicamente alle sue spalle a simboleggiare l'impeto dello Spirito Santo. In sella a un vigoroso cavallo grigio dalle bardature dorate, il santo trafigge con precisione millimetrica le fauci infuocate del drago alato che giace sconfitto ai suoi piedi, immerso in una gora d'acqua blu scuro, emblema delle forze del caos e del male. Sopra il cavaliere, un angelo fluttuante si sporge dalle nubi per posare sul suo capo una corona d'oro, suggellando il suo trionfo spirituale e il suo martirio. A dominare l'intera teofania dall'alto, entro una mandorla semicircolare di nubi scure digradanti, emerge la figura benedicente di Cristo Salvatore (il Pantocratore) che reca tra le mani il libro delle Scritture aperto. Sul lato destro della tavola la narrazione si arricchisce dei dettagli storici della leggenda: in primo piano si erge la figura stante e ieratica della principessa Elisabetta (o Alessandra), abbigliata con paramenti regali e un maphorion purpureo con il capo coronato, colta nell'atto di guardare il suo salvatore; alle sue spalle si innalza una sfarzosa e complessa architettura cittadina turrita di gusto neobizantino e fortificato, dalle cui finestre si affacciano i sovrani (i genitori della principessa) insieme alla corte imperiale per assistere al miracolo e alla successiva conversione. Lo sfondo è scandito sul lato sinistro dalle tipiche e geometriche montagne rocciose spezzate, finemente lumeggiate a piccoli tratti bianchi, che esaltano la verticalità della scena. Dal punto di vista stilistico, l'opera manifesta una stesura pittorica d'alta scuola devozionale, evidente nella finezza miniaturistica con cui sono trattati i volti della corte e i dettagli dell'armatura, esaltati dalle ampie e sfarzose campiture in foglia d'oro lucida che rivestono i cieli e i dettagli ornamentali. 
Provenienza:
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.
€ 500,00 / 700,00
Stima
€ 340,00
Base d'asta
Asta Live 411

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Palazzo Caetani Lovatelli, ven 18 Dicembre 2026
TORNATA UNICA 18/12/2026 Ore 15:00
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