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Incisione su avorio con china raffigurante The Holy Family with the Porridge Bowl, Inizio XVII secolo

Altezza x larghezza: 15,8 x 9,9 cm. Peso: 29,5 gr
Antica e rara incisione devozionale raffigurante la Sacra Famiglia, con la Vergine, San Giuseppe, il Bambino Gesù e San Giovannino. L’opera presenta una minuziosa incisione su avorio di elefante (Elephas maximus Linnaeus, 1758 or Loxodonta africana Blumenbach, 1797), successivamente ripassata a china, per esaltare la definizione delle linee e la resa chiaroscurale. La scena raffigura la Sacra Famiglia riunita intorno a un desco domestico, con il Bambino Gesù al centro, la Vergine in atteggiamento assorto, San Giuseppe alle sue spalle e San Giovannino che, sulla destra, si riconosce dalla croce astile. Il tema, noto come The Holy Family with the Porridge Bowl, appartiene a una tipologia iconografica che mette in risalto l’umanità quotidiana della Sacra Famiglia, ponendo l’accento sulla nutrizione infantile di Cristo. L’esecuzione incisoria mostra un tratteggio serrato e calibrato, con chiari riferimenti alla grafica tardo-manierista di ambito romano e senese, mentre la scelta del supporto in avorio — estremamente raro per opere di questo genere — conferisce al manufatto un carattere prezioso destinato probabilmente a committenza colta e privata, che unisce il fascino della grafica manierista alla rarità del supporto.
Questo lotto, accompagnato da certificato CITES e da perizia tecnica rilasciata dal Ce.S.Ar. Centro Studi Archeometrici, è disponibile per la vendita solo con spedizioni all’interno della Comunità Europea. (expertise Ce.S.Ar. 2025-229)
Bibliografia:
Comparazioni:
Sono noti due esemplari simili, ma non identici della medesima composizione: nelle due incisioni prese a confronto San Giuseppe è infatti rappresentato nell’atto di cogliere delle ciliegie e al posto di San Giovannino è raffigurato un angelo.
I. MET, New York: The Holy Family with the Porridge Bowl (ca. 1580–1614), incisione di Raffaello Guidi (attivo a Roma 1585–1615) su invenzione di Francesco Vanni (Siena, 1563–1610).
II. Pinacoteca Nazionale di Bologna, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: una variante incisa da Cornelis Galle III (1642 ca. – post 1670), dove la composizione si arricchisce di particolari e si orienta verso un gusto più tardo-barocco.
La presente incisione su avorio, pur derivando da questi modelli grafici, se ne discosta per alcune soluzioni compositive e per la trasposizione materiale, rientrando in quella prassi di traduzioni e rielaborazioni che caratterizzarono la diffusione delle invenzioni di Vanni in Italia e in area fiamminga.
L’opera in esame si colloca in una fase di passaggio tra il manierismo tardo-cinquecentesco e le sensibilità naturalistiche del primo Seicento. La rarità della tecnica — incisione su avorio, destinata a restare pezzo unico o a circolazione estremamente limitata — aumenta il suo interesse collezionistico. L’uso dell’avorio, supporto non usuale per matrici, trasforma infatti la scena sacra in un prezioso oggetto devozionale e da Wunderkammer.
28/01/2026 20:15:56
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