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Santo apostolo

Olio su tela
cm. 134x95. Con cornice
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Nicola Spinosa.
Il dipinto reca iscrizione a pennello sul cartiglio al margine destro: "CARNIS RE / SURRECTIO / NEM".

Questa intensa e possente figura di santo è attribuita a Mattia Preti da Nicola Spinosa, che ne colloca l’esecuzione negli anni napoletani dell’artista, tra il 1653 e il 1660, prima del definitivo trasferimento a Malta. Il dipinto, caratterizzato da un forte naturalismo e da una vibrante resa luministica, raffigura un apostolo identificabile probabilmente con san Giuda Taddeo, secondo un’iconografia cara alla produzione matura del Cavalier Calabrese.
Come osserva Spinosa, l’opera presenta stringenti affinità stilistiche con altre tele di soggetto analogo realizzate da Preti negli stessi anni, tra cui la Vocazione di San Matteo della chiesa di San Pietro a Maiella a Eboli, il Convito in casa del fariseo del Museo di Capodimonte e il San Paolo Eremita del Cleveland Museum of Art. La vigorosa costruzione chiaroscurale, l’intensità espressiva del volto e la ricca materia pittorica costituiscono ulteriori elementi a conferma dell’autografia del maestro.
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DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO

Palazzo Caetani Lovatelli, gio 25 Giugno 2026
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