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Ercole e il leone di Nemea. Arte fiorentina, XVI-XVII secolo. Bronzo patinato, splendida patina rossastra trasparente
Solo il bronzo cm 36 x 21 x 15
Il gruppo qui presentato rappresenta la prima fatica di Ercole.
Il re Euristeo incarico' l'eroe di uccidere il leone invincibile che terrorizzata la zona di Nemea.
Creatura nata dall' incrocio di divinità, possedeva una pelliccia impenetrabile da armi tradizionali. Ercole riuscì a vincerlo, infatti, strozzandolo nella sua tana, dopo un feroce combattimento.
Scuoiatolo, Ercole usò la sua pelliccia impenetrabile per proteggersi; da questo episodio, la pelle di leone entrò a far parte dei segni distintivi dell'eroe greco.
Questo bel bronzo, di notevoli dimensioni, è un' inedita versione del soggetto.
Spesso rappresentato nel ciclo delle fatiche di Ercole, le più note fusioni in bronzo sono quelle realizzate dalla fantasia del Giambologna e della sua scuola, a cui la nostra scultura sembra ispirarsi. Soprattutto nel gesto del braccio che brandisce la clava riscontriamo assonanze con alcune sculture del grande artista fiorentino d'adozione.
La splendida patina rossastra trasparente ed il trattamento dei particolari lo avvicinano alla scuola toscana rinascimentale. In particolare il trattamento delle unghie, quadrate come nella migliore tradizione giambolognesca, la capigliatura a folte ciocche e la possanza della muscolatura ci portano verso quella scuola.
Scultura passibile di successivi approfondimenti, per un collezionismo colto che non disdegna la grande decorazione.
Bibliografia:
Beatrice Paolozzi Strozzi-Dimitrios Zikos, Giambologna gli Dei gli Eroi, catalogo della mostra, Giunti Editori S.P.A, Firenze, 2006, 2009, pp. 184-185.
Il re Euristeo incarico' l'eroe di uccidere il leone invincibile che terrorizzata la zona di Nemea.
Creatura nata dall' incrocio di divinità, possedeva una pelliccia impenetrabile da armi tradizionali. Ercole riuscì a vincerlo, infatti, strozzandolo nella sua tana, dopo un feroce combattimento.
Scuoiatolo, Ercole usò la sua pelliccia impenetrabile per proteggersi; da questo episodio, la pelle di leone entrò a far parte dei segni distintivi dell'eroe greco.
Questo bel bronzo, di notevoli dimensioni, è un' inedita versione del soggetto.
Spesso rappresentato nel ciclo delle fatiche di Ercole, le più note fusioni in bronzo sono quelle realizzate dalla fantasia del Giambologna e della sua scuola, a cui la nostra scultura sembra ispirarsi. Soprattutto nel gesto del braccio che brandisce la clava riscontriamo assonanze con alcune sculture del grande artista fiorentino d'adozione.
La splendida patina rossastra trasparente ed il trattamento dei particolari lo avvicinano alla scuola toscana rinascimentale. In particolare il trattamento delle unghie, quadrate come nella migliore tradizione giambolognesca, la capigliatura a folte ciocche e la possanza della muscolatura ci portano verso quella scuola.
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Beatrice Paolozzi Strozzi-Dimitrios Zikos, Giambologna gli Dei gli Eroi, catalogo della mostra, Giunti Editori S.P.A, Firenze, 2006, 2009, pp. 184-185.
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