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Uccellatore. Antonio Susini (1558-1624) Scuola di. Da un modello di Giambologna, possibilmente XVII sec. Ottone con impurita (vedi esami allegati) Patina marrone
cm 30,5 x 13 x 18
Notissimo soggetto raffigurante un tipo di caccia notturna in cui si abbagliavano gli uccelli con una lanterna, il "frugolo", per poi colpirli con una mazza, la "ramata", di cui rimangono incisioni a testimoniarne le modalità.
Il soggetto in bronzo fu inventato dal Giambologna e poi replicato dal suo allievo e continuatore Antonio Susini, nonché da altri artefici fra i quali Giovan Francesco Susini, nipote di Antonio (Baldinucci) ed altri non meglio identificati.
La versione considerata di mano del Giambologna è quella nella Robert Smith Collection, Virginia, mentre esistono sei versioni ritenute fuse e cesellate dal Susini: la più bella è ritenuta quella del Louvre, poi quella al Castello Sforzesco (Milano), poi quella nel Detroit Institute of Art, poi nel Saint Luis Art Museum, nel Nationalmuseum (Stockholm) e per finire in una collezione privata USA.
A queste aggiungerei anche quella del Bargello (tipo 1) (Firenze) e quella attribuita da "Tomasso Brothers Fine Art" e pubblicata in un loro catalogo nel 2008 (schedatura a cura di Andrew Butterfield). Questa versione risulta la più simile a quella del Louvre.
La versione qui presentata si avvicina alle altre e se ne distingue per alcune differenze formali in particolare per la perdita del bastone e la presenza della lampada all'interno del frugolo.
Troppo difficile inoltrarsi nell'attribuzione dei bronzetti giambologneschi, in questa sede si propone il bronzo come scuola Susini, possibilmente XVII secolo.
Da studiare.
Corredato degli esami della lega.
Bibliografia:
B.Paolozzi Strozzi, Dimitrios Zikos, Gli dei, gli eroi, catalogo della mostra, Giunti, Firenze 2005.
Il soggetto in bronzo fu inventato dal Giambologna e poi replicato dal suo allievo e continuatore Antonio Susini, nonché da altri artefici fra i quali Giovan Francesco Susini, nipote di Antonio (Baldinucci) ed altri non meglio identificati.
La versione considerata di mano del Giambologna è quella nella Robert Smith Collection, Virginia, mentre esistono sei versioni ritenute fuse e cesellate dal Susini: la più bella è ritenuta quella del Louvre, poi quella al Castello Sforzesco (Milano), poi quella nel Detroit Institute of Art, poi nel Saint Luis Art Museum, nel Nationalmuseum (Stockholm) e per finire in una collezione privata USA.
A queste aggiungerei anche quella del Bargello (tipo 1) (Firenze) e quella attribuita da "Tomasso Brothers Fine Art" e pubblicata in un loro catalogo nel 2008 (schedatura a cura di Andrew Butterfield). Questa versione risulta la più simile a quella del Louvre.
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