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Icona russa raffigurante il Pantocratore, Fine XIX secolo

Tempera su tavola
Altezza x larghezza: 36 x 31 cm Peso: 505 gr.
una delle immagini più solenni e significative della tradizione iconografica cristiana orientale. Il termine greco Pantocrator (Παντοκράτωρ) significa “Onnipotente” o “Colui che governa ogni cosa” e identifica Cristo come Signore dell’universo, giudice e Salvatore dell’umanità. L’iconografia deriva dalla tradizione bizantina e si afferma pienamente a partire dall’età paleocristiana, raggiungendo la sua massima espressione nei mosaici e nelle icone delle chiese ortodosse medievali. La raffigurazione più tipica presenta Cristo a mezzo busto o seduto in trono, con il volto frontale e lo sguardo diretto verso il fedele, a sottolineare la sua presenza divina e il rapporto personale con l’osservatore. Cristo è rappresentato con la mano destra sollevata nel gesto della benedizione, secondo la tradizione liturgica orientale, mentre nella mano sinistra tiene il Vangelo, spesso aperto su un passo che richiama la sua funzione di Verbo incarnato e maestro della verità. Il volto, caratterizzato da una solenne espressione di equilibrio tra severità e misericordia, richiama la doppia natura di Cristo: divina e umana. Il nimbo crucifero dorato, con le lettere greche Ο Ω Ν (“Colui che è”), ne ribadisce la natura eterna e consustanziale al Padre. La composizione si ispira al modello del Pantocratore della tradizione bizantina, destinato originariamente a dominare lo spazio sacro delle absidi delle chiese, dove l’immagine di Cristo rappresentava il punto culminante della visione teologica dell’edificio: il Cristo celeste che presiede alla creazione e al destino finale dell’uomo. La tecnica a tempera su tavola, tipica della produzione iconica, segue i principi della pittura sacra bizantino-russa, nella quale ogni elemento assume un preciso valore simbolico: il fondo dorato richiama la luce divina e l’assenza di un tempo terreno, mentre la costruzione prospettica e la ieraticità della figura invitano alla contemplazione spirituale più che alla semplice rappresentazione naturalistica. L’opera testimonia la continuità della tradizione iconografica orientale, conservando il linguaggio formale e simbolico che, attraverso i secoli, ha reso il Cristo Pantocratore una delle immagini più venerate e riconoscibili della cristianità.
28/07/2026 23:31:13
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