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Icona russa raffigurante la Madre di Dio Consolazione degli Afflitti, fine XVIII – inizi XIX secolo
tempera su tavola
Height x width: 36 x 30,5 cm
Icona su tavola raffigurante la Madre di Dio "Consolazione degli Afflitti" (Utoli Moja Pečali), una delle più celebri immagini mariane della tradizione ortodossa russa, venerata quale potente interceditrice nelle sofferenze spirituali e corporali.
La Vergine è rappresentata a mezzo busto, con il capo lievemente inclinato e lo sguardo rivolto verso il fedele, secondo un atteggiamento di intensa partecipazione e compassione. La mano destra è portata al petto in gesto di umile preghiera e di intercessione, mentre la sinistra sostiene un rotolo aperto recante un'iscrizione in caratteri slavonici, contenente un'invocazione rivolta ai fedeli.
L'ampia aureola e il fondo sono realizzati in foglia d'argento, oggi naturalmente ossidata, elemento tipico di numerose produzioni russe tra il XVIII e il XIX secolo. Il volto è caratterizzato da un modellato morbido e da sottili lumeggiature che conferiscono particolare intensità espressiva, mentre il maphorion della Vergine è impreziosito da minute decorazioni puntinate e dalle tradizionali stelle mariane.
Le iscrizioni slavoniche ai lati dell'aureola identificano la Madre di Dio secondo la consueta formula devozionale ortodossa. L'impostazione severa della composizione, l'essenzialità dell'impianto iconografico e la raffinata resa del volto richiamano i modelli della pittura russa di tradizione tardo-seicentesca, reinterpretati nelle produzioni devozionali della fine del XVIII secolo.
L'iconografia della Madre di Dio "Consolazione degli Afflitti" si diffuse ampiamente in Russia a partire dal XVII secolo, diventando uno dei principali soggetti della devozione privata. L'immagine esprime la funzione mediatrice della Vergine, invocata quale conforto nelle sofferenze, nelle malattie e nelle difficoltà della vita quotidiana.
Per caratteristiche stilistiche, tecnica esecutiva, impostazione iconografica e costruzione del supporto ligneo, la presente opera appare riconducibile ad una manifattura russa realizzata tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.
La Vergine è rappresentata a mezzo busto, con il capo lievemente inclinato e lo sguardo rivolto verso il fedele, secondo un atteggiamento di intensa partecipazione e compassione. La mano destra è portata al petto in gesto di umile preghiera e di intercessione, mentre la sinistra sostiene un rotolo aperto recante un'iscrizione in caratteri slavonici, contenente un'invocazione rivolta ai fedeli.
L'ampia aureola e il fondo sono realizzati in foglia d'argento, oggi naturalmente ossidata, elemento tipico di numerose produzioni russe tra il XVIII e il XIX secolo. Il volto è caratterizzato da un modellato morbido e da sottili lumeggiature che conferiscono particolare intensità espressiva, mentre il maphorion della Vergine è impreziosito da minute decorazioni puntinate e dalle tradizionali stelle mariane.
Le iscrizioni slavoniche ai lati dell'aureola identificano la Madre di Dio secondo la consueta formula devozionale ortodossa. L'impostazione severa della composizione, l'essenzialità dell'impianto iconografico e la raffinata resa del volto richiamano i modelli della pittura russa di tradizione tardo-seicentesca, reinterpretati nelle produzioni devozionali della fine del XVIII secolo.
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ANTICHE ICONE ORTODOSSE DAL XVII AL XX SECOLO. Con un nucleo di importanti icone russe da viaggio in bronzo e smalti
Palazzo Caetani Lovatelli, mar 29 Settembre 2026
TORNATA UNICA 29/09/2026 Ore 15:00
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