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Sant'Agata visitata da San Pietro in carcere

Olio su tela
cm. 104x129. Con cornice
Questa tela esibisce una trama intrigante di riferimento napoletani, che chiama in causa idealmente i maggiori protagonisti di quella stagione fertilissima della pittura partenopea in cui coesistono armoniosamente tracce ancora cospicue del filone naturalista, in senso lato "post-caravaggesco", con i nuovi orientamenti più marcatamente classicisti. Possono dunque rinvenirsi, in questo bel dipinto, echi più o meno marcati della pittura di Stanzione, Guarino, Cavallino, De Bellis e Pacecco De Rosa. Nel tentativo di trovare una sintesi in questa trama articolata di riferimenti si propone qui di indirizzare l'attribuzione verso la figura di Diana "Annella" De Rosa, ormai sempre meno nebulosa, grazie ai più recenti studi che l'hanno sottratta definitivamente al ruolo, del tutto inappropriato, di pallida seguace di Stanzione o, peggio, di appendice meno dotata del fratello minore Francesco "Pacecco" De Rosa. A sostegno di questa ipotesi si possono qui richiamare la Vergine Annunziata della chiesa matrice di Palo del Colle (Porzio, n. 2, fig. 2, pp. 37, 43), la Sant'Orsola di ubicazione ignota (Id., n. 1, p. 37, 42, fig. 1) e la Sant'Agata in collezione privata (Id., n. 20, fig. 37 pp. 40, 78).

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:
G. PORZIO, Diana Di Rosa. "Bellissima, onestissima, virtuosa dipintrice" nella Napoli del Seicento, Napoli 2023.
Provenienza:
Collezione privata.
14/10/2026 16:30:36
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