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Matrimonio mistico di Santa Caterina
Olio su tela
cm. 104,5x87. Con cornice
Il dipinto è accompagnato da un'expertise del prof. Giuseppe Porzio.
La personalità artistica di Gregorio è stata oggetto negli ultimi decenni di una rilevante rivalutazione critica, che ha portato a riconsiderare in termini autosufficienti le sue qualità e il ruolo da lui svolto nella formazione artistica del fratello Mattia, di dieci anni più giovane. Questo notevole dipinto inedito è stato riconosciuto da Giuseppe Porzio come un'importante aggiunta al corpus autografo di Gregorio. A conferma dell'attribuzione si sottolinea, in primo luogo, la piena aderenza fisionomica dei personaggi al repertorio tipologico ricorrente nelle opere migliori del pittore: e basti pensare alle figure femminili del Concerto della Pinacoteca Albertina di Torino. Lo stesso Gesù può essere avvicinato ad altre opere di Gregorio, ad esempio il Bambino della Madonna della Provvidenza in San Domenica a Taverna. La nostra tela assume particolare rilievo in quanto documenta il fronte più raffinatamente classicista della produzione del pittore: una maniera "maturata nell'ambiente romano frequentato assieme al conterraneo Francesco Cozza e ricondotta dalla storiografia al comune rapporto con Domenichino", come opportunamente rileva Porzio. Secondo lo studioso, "la formula elegante e composta, priva delle forzature espressive che in Gregorio non di rado nella produzione tarda incrinano l'equilibrio delle forme" orienta la collocazione cronologica della tela ad un momento appena anteriore al sodalizio con Mattia, al principio del quarto decennio.
La personalità artistica di Gregorio è stata oggetto negli ultimi decenni di una rilevante rivalutazione critica, che ha portato a riconsiderare in termini autosufficienti le sue qualità e il ruolo da lui svolto nella formazione artistica del fratello Mattia, di dieci anni più giovane. Questo notevole dipinto inedito è stato riconosciuto da Giuseppe Porzio come un'importante aggiunta al corpus autografo di Gregorio. A conferma dell'attribuzione si sottolinea, in primo luogo, la piena aderenza fisionomica dei personaggi al repertorio tipologico ricorrente nelle opere migliori del pittore: e basti pensare alle figure femminili del Concerto della Pinacoteca Albertina di Torino. Lo stesso Gesù può essere avvicinato ad altre opere di Gregorio, ad esempio il Bambino della Madonna della Provvidenza in San Domenica a Taverna. La nostra tela assume particolare rilievo in quanto documenta il fronte più raffinatamente classicista della produzione del pittore: una maniera "maturata nell'ambiente romano frequentato assieme al conterraneo Francesco Cozza e ricondotta dalla storiografia al comune rapporto con Domenichino", come opportunamente rileva Porzio. Secondo lo studioso, "la formula elegante e composta, priva delle forzature espressive che in Gregorio non di rado nella produzione tarda incrinano l'equilibrio delle forme" orienta la collocazione cronologica della tela ad un momento appena anteriore al sodalizio con Mattia, al principio del quarto decennio.
Provenienza:
Collezione privata, Roma.
Collezione privata, Roma.
€ 12.000,00 / 16.000,00
Stima
9.000,00 €
Base d'asta
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Asta Live 402
DIPINTI ANTICHI DAL XVI AL XIX SECOLO
Palazzo Caetani Lovatelli, gio 5 Novembre 2026
TORNATA UNICA 05/11/2026 Ore 15:00
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