145

Icona da viaggio quadrittica (skladon), XIX secolo

Champlevé
Altezza x larghezza: 17,5 x 40 cm
strettamente legata alla produzione delle comunità dei Vecchi Credenti (Staroobrjadcy). L'opera è realizzata in bronzo fuso a cera persa, finemente cesellato, dorato a fuoco e impreziosito dall'applicazione di smalti policromi stesi sul fondo ad alveolo, caratterizzati dalle tipiche tonalità del bianco e del blu. Dal punto di vista storico-culturale, questa specifica tipologia di manufatto rispondeva alle precise esigenze pratiche e spirituali dei Vecchi Credenti che, in seguito allo scisma (Raskol) del XVII secolo causato dalle riforme liturgiche del patriarca Nikone, scelsero il bronzo e l'ottone per le loro icone. Il metallo garantiva infatti l'incorruttibilità formale delle immagini sacre, resistendo ai frequenti spostamenti durante le fughe e i pellegrinaggi forzati. La finezza esecutiva di queste micro-fusioni, capaci di concentrare in pochi centimetri quadrati una straordinaria densità teologica attesta l'altissima perizia tecnica raggiunta dalle fonderie clandestine attive nelle regioni settentrionali del Pomor'e o nei laboratori specializzati di Guslitsy e Vetka. La struttura del polittico si sviluppa su quattro pannelli, ciascuno sormontato da una cuspide ogivale sagomata. All'interno di ogni pannello, le scene si leggono sequenzialmente da sinistra a destra e dall'alto verso il basso. La prima cuspide ospita la solenne scena della Crocifissione di Nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario, mentre la seconda presenta la raffigurazione della Santa Trinità. La cuspide del terzo pannello mostra l'Esaltazione della Santa Croce, dove il Patriarca di Gerusalemme eleva la reliquia avendo alle spalle le tre cupole a cipolla della Basilica del Santo Sepolcro, circondato da due ali simmetriche di figure in preghiera tra le quali si distinguono, in vesti imperiali, Costantino e sua madre Elena. La quarta e ultima cuspide descrive visivamente l'inno liturgico dell'Akathistos, in cui tutto il creato e l'assemblea dei giusti glorificano Maria; al centro la Vergine siede su un alto trono circondata da un tralcio fiorito che richiama l'Albero di Jesse, affiancata dai profeti dell'Antico Testamento che stringono i rispettivi attributi profetici come il nido, la scala, il candelabro e la montagna. Il ciclo dei pannelli principali si apre con la prima anta, interamente dedicata al mistero dell'Incarnazione. Nel registro superiore, la narrazione comincia a sinistra con l'Annunciazione della Madre di Dio, affiancata a destra dalla Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, una formella dalla composizione densa e articolata che racchiude la Vergine distesa nella grotta, il Bambino nella mangiatoia vegliato dal bue e dall'asinello, San Giuseppe tormentato dai dubbi in basso a sinistra e la scena del primo bagno del neonato nell'angolo opposto. Nel registro inferiore, la lettura riprende da sinistra con la Natività della Madre di Dio, che mostra Sant'Anna adagiata sul letto del parto e le ancelle intente a curare la neonata Maria alla presenza di San Gioacchino, per poi chiudersi a destra con l'Ingresso al Tempio della Madre di Dio, in cui la Vergine bambina cammina verso il sommo sacerdote Zaccaria. Il secondo pannello illustra la manifestazione pubblica di Cristo e la rivelazione della sua natura divina. Il registro superiore si apre a sinistra con la Presentazione di Gesù al Tempio, dove il vecchio Simeone il Giusto accoglie il Bambino tra le braccia, seguita a destra dal Battesimo di Cristo nel fiume Giordano. Nel registro inferiore si incontra a sinistra la Trasfigurazione del Signore, con Cristo sfolgorante sul Monte Tabor tra i profeti Mosè ed Elia mentre i tre apostoli sono accecati dalla luce divina, e a destra l'Ingresso di Cristo a Gerusalemme accolto dalla folla. Il terzo pannello si concentra sulla nascita della Chiesa e sul trionfo sulla morte. Il registro superiore si apre a sinistra con l'Anastasis, la Discesa agli Inferi che per la teologia ortodossa rappresenta la Risurrezione stessa, dove Cristo, racchiuso in una mandorla radiosa, calpesta le porte spezzate dell'Ade e afferra per i polsi Adamo ed Eva per trarli fuori dai sepolcri; a destra segue l'Ascensione del Signore, con Gesù che sale al cielo in una gloria di luce sorretta da angeli. Nel registro inferiore dello stesso pannello si trova a sinistra la Pentecoste, con gli Apostoli disposti a semicerchio attorno alla figura centrale della Vergine Maria, e a destra la Dormizione della Madre di Dio, che illustra il corpo esanime di Maria sul letto funebre circondato dagli apostoli in pianto, mentre dietro di lei si erge Cristo che ne accoglie l'anima sotto le sembianze di un neonato in fasce. La quarta anta devia dal tradizionale ciclo delle feste liturgiche per dedicarsi interamente alla venerazione di quattro celebri Icone Miracolose della Madre di Dio, configurandosi come un profondo tributo alla devozione mariana russa. In alto a sinistra è raffigurata l'Icona della Madre di Dio di Tichvin; nella scena sottostante, davanti a un altare, due ali di Santi Padri, monaci e gerarchi della Chiesa sono inchinati in preghiera verso l'immagine miracolosa. In alto a destra si trova l'Icona della Madre di Dio di Vladimir; la composizione in basso mostra al centro la complessa struttura a più cupole e campanili della Cattedrale della Dormizione del Cremlino di Mosca, luogo storico di custodia dell'originale, affiancata dai grandi metropoliti e santi moscoviti come Pietro, Alessio, Giona e Filippo con i loro bastoni pastorali. In basso a sinistra è inserita l'Icona della Madre di Dio di Smolensk, abbinata inferiormente a una solenne processione o rito di supplica in cui fedeli e monaci circondano un bacino o una fonte sacra, dettaglio legato ai miracoli di guarigione della sorgente associati all'icona. Il polittico si conclude in basso a destra con l'Icona della Madre di Dio del Segno; la scena inferiore rappresenta la lode dei Santi taumaturghi russi, colti mentre si inchinano devotamente davanti alla visione del Segno che, secondo la tradizione storica, salvò la città di Novgorod dall'assedio. La copertina esterna del manufatto, visibile a opera chiusa, è dominata da una monumentale Croce del Golgota a otto bracci iscritta all'interno di un elaborato medaglione ovale. Sul fondo si stagliano le profilature stilizzate delle mura di Gerusalemme, affiancate dagli strumenti della Passione (la lancia e la spugna). Nella cavità inferiore del monte è inserito il teschio di Adamo. Il fulcro teologico della facciata è costituito dal medaglione ogivale posto nel registro superiore. All'interno del cartiglio compare un'iscrizione a rilievo eseguita in caratteri cirillici arcaici, secondo la fitta tecnica calligrafica ornamentale nota come Vjaz'. Testo (antico slavo ecclesiastico): «КРЕСТУ ТВОЕМУ ПОКЛОНЯЕМСЯ ВЛАДЫКО И СВЯТОЕ ВОСКРЕСЕНИЕ ТВОЕ СЛАВИМ».
Traduzione: «Adoriamo la Tua Croce, o Sovrano, e glorifichiamo la Tua Santa Risurrezione». La formula, desunta dal tropario della Domenica della Croce, assolveva a una funzione di introito devozionale: accoglieva lo sguardo del fedele prima dell'apertura dello skladon, disponendo lo spirito alla contemplazione del ciclo delle feste liturgiche e delle icone mariane custodite nei riquadri interni.
Provenienza:
S.E. Mons. Francisco-Javier Lozano Sebastián, Arcivescovo titolare di Penafiel e Nunzio Apostolico emerito.
€ 150,00 / 200,00
Stima
€ 100,00
Base d'asta
Asta Live 411

LA COLLEZIONE ARCIVESCOVO LOZANO DI ANTICHE ICONE ORTODOSSE. Asta benefica a sostegno della costruzione di un centro sociale giovanile

Palazzo Caetani Lovatelli, ven 18 Dicembre 2026
TORNATA UNICA 18/12/2026 Ore 15:00
Scopri lotti simili