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Dea della Fortuna. Antonio Susini (Firenze, 1558-1624) Attribuito. Da un modello perduto di Giambologna. Firenze XVII secolo. Bronzo dorato al mercurio
La scultura cm 54 Base in marmo antica
Questa splendida scultura raffigura la Dea della Fortuna. In equilibrio su un piede, serra nelle mani un velo modellato dal vento, simbolo della sua caratteristica, l' imprevedibilità.
L' iconografia di questo soggetto deriva, a detta dei maggiori studiosi, da una scultura andata perduta del Giambologna, creata per fare da complemento al famoso Mercurio volante.
Le poche versioni sopravvissute sono nei maggiori musei o in collezioni private spesso mutile del velo o con leggere varianti.
Quella più simile alla nostra, attribuita da Charles Avery al Susini, appartiene al catalogo della collezione di Michael Hall e fa bella mostra nella copertina del catalogo. Questa è in versione patinata nera, la nostra mantiene una splendida doratura al mercurio originale. Unica mancanza, il lembo del velo serrato nella mano destra della dea.
Notare il bel basamento in marmo a colonna rastremata di epoca settecentesca.
Sintesi estrema di grande qualità esecutiva, scuola e decorazione.
Bibliografia:
Charles Avery-Anthony Radcliffe, Giambologna Sculptor of the Medici, Westerham Press,England, 1978, pp. 69-71, in particolare scheda n.16.
Charles Avery-Michael Hall, Giambologna, catalogo della mostra, Somogy Editions d'art, Paris, 1999, pp.56-61.
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