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Satiro e ninfa, Arte veneta, XVII secolo, Bronzo a patina nera bituminosa
cm 18,5 x 18 x 12
Il bronzetto qui presentato raffigura un satiro inginocchiato che sorregge una ninfa offrendole da bere con una coppa.
Il significato erotico del soggetto è evidente ed ebbe varia fortuna sia in pittura che in scultura. Probabilmente all'origine ci si ispirò a qualche marmo archeologico riemerso negli scavi in epoca rinascimentale.
Ricordiamo le versioni in bronzo del soggetto uscite dalla fantasia del Giambologna e replicate dalla sua scuola. In particolare il satiro che osserva una ninfa addormentata, replicato dal suo continuatore Antonio Susini.
Altro soggetto analogo fu realizzato da Pietro Tacca, erede della fonderia granducale fiorentina, che replica il soggetto mettendo una siringa nella mano del satiro voglioso...
Si tratta comunque di un soggetto estremamente raro ed affascinante nonché difficile da proporre per le evidenti allusioni erotiche.
Il nostro bronzetto è un inedito che presenta tutte le caratteristiche di una fusione antica, a partire dalla conduzione un po' rigida del soggetto, alla lavorazione dei particolari, quali i capelli, alla patina nera bituminosa spellata nei punti di usura.
Inoltre le riparazioni in piombo visibili sulla schiena del satiro, dovute ad errori di fusione, tipici delle fusioni antiche, ed in origine nascoste dalla patinatura artificiale, forniscono classici indizi per una datazione antica del manufatto.
Per queste caratteristiche, meno spigliate delle versioni toscane, lo riconduciamo alla produzione veneta-padovana del tardo Rinascimento, collocandolo prudentemente nel XVII secolo, sulla scia dei noti satiri usciti dalle botteghe del Riccio e Severo da Ravenna.
Bibliografia:
AAVV, a cura di Davide Banzato, Donatello e il suo Tempo, catalogo della mostra, Skira editore, Ginevra- Milano, 2001."
Il significato erotico del soggetto è evidente ed ebbe varia fortuna sia in pittura che in scultura. Probabilmente all'origine ci si ispirò a qualche marmo archeologico riemerso negli scavi in epoca rinascimentale.
Ricordiamo le versioni in bronzo del soggetto uscite dalla fantasia del Giambologna e replicate dalla sua scuola. In particolare il satiro che osserva una ninfa addormentata, replicato dal suo continuatore Antonio Susini.
Altro soggetto analogo fu realizzato da Pietro Tacca, erede della fonderia granducale fiorentina, che replica il soggetto mettendo una siringa nella mano del satiro voglioso...
Si tratta comunque di un soggetto estremamente raro ed affascinante nonché difficile da proporre per le evidenti allusioni erotiche.
Il nostro bronzetto è un inedito che presenta tutte le caratteristiche di una fusione antica, a partire dalla conduzione un po' rigida del soggetto, alla lavorazione dei particolari, quali i capelli, alla patina nera bituminosa spellata nei punti di usura.
Inoltre le riparazioni in piombo visibili sulla schiena del satiro, dovute ad errori di fusione, tipici delle fusioni antiche, ed in origine nascoste dalla patinatura artificiale, forniscono classici indizi per una datazione antica del manufatto.
Per queste caratteristiche, meno spigliate delle versioni toscane, lo riconduciamo alla produzione veneta-padovana del tardo Rinascimento, collocandolo prudentemente nel XVII secolo, sulla scia dei noti satiri usciti dalle botteghe del Riccio e Severo da Ravenna.
Bibliografia:
AAVV, a cura di Davide Banzato, Donatello e il suo Tempo, catalogo della mostra, Skira editore, Ginevra- Milano, 2001."
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CUPRUM. An important collection of ancient small bronzes
Palazzo Caetani Lovatelli, fri 26 June 2026
SINGLE SESSION 26/06/2026 Hours 16:00
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